clicca per il link a facebook

venerdì 6 gennaio 2012

TANTO per CHIACCHIERARE di GAS



Negli ultimi mesi, se avete avuto modo di leggere i quotidiani locali (+ file pdf), vi sarà capitato sott’occhio il dibattito creatosi intorno all’istanza di concessione di stoccaggio di gas naturale avanzata dalle ACEA, GAS PLUS STORAGE e GAZ DE FRANCE INTERNATIONAL. L’area di stoccaggio è posta al di sotto di una superficie di circa 15 kmq nei pressi di San Benedetto del Tronto, Porto d’Ascoli per lo più.




Impossibile entrare nel merito. Lo dico subito. Noi della Scuola Blu siamo quasi tutti geologi ma è impossibile entrare nel merito di una questione che non abbiamo sotto mano. Ci servirebbero mesi e mesi per studiare i documenti e le perforazioni e le prospezioni sismiche storiche e via dicendo. Inoltre non siamo stati interpellati quindi in questo post cercheremo esclusivamente di fornire ulteriori spunti per aprire al meglio il dibattito perché in un dibattito bisogna informarsi, informare e in seguito schierarsi pro o contro una determinata proposta. 

La migliore cosa che possiamo fare è quindi segnalare lo stato dei fatti in Italia, senza entrare nel merito. E’ la base di partenza per reperire informazioni utili a definire, non il rischio potenziale dello stoccaggio, ma gli effetti reali che finora si sono osservati sul terreno, nelle varie località italiane dove lo stoccaggio di gas è già realtà.

Nel centro Italia sono attive due concessioni di stoccaggio e quattro sono le istanze di nuove concessione tra cui quella di San Benedetto del Tronto.
Nel nord Italia sono molto di più e sono dislocate lungo la pianura del fiume Po. Nel solo triangolo di Bologna, Ferrara, Ravenna ci sono quattro grandi aree di stoccaggio.  
Nel sud Italia ci sono soltanto due istanze di stoccaggio. 
Come potete vedere, di casi cui fare riferimento per reperire dati utili a stimare i pro e contro della vicenda ce ne sono a sufficienza. Basta indagare in quella direzione e informare i cittadini dei risultati.  

Per il resto, la pratica di San Benedetto del Tronto è in fase “pallinoarancione” ovvero in fase di valutazione della VIA. E per chi volesse leggerne la sintesi non tecnica basta prelevare dall'indirizzo seguente, il relativo file.pdf
http://www.dsa.minambiente.it/via/DettaglioProgetto.aspx?id_progetto=361

Come vedete, per dare una valutazione limpida della vicenda, occorre una preparazione tecnica non indifferente, una conoscenza approfondita delle materie che solo pochi hanno. Noi abbiamo solo voluto dare un piccolo contributo al dibattito. Spingere ad informare ed informarsi.