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martedì 30 ottobre 2012

Erosione della costa: 1945 vs 2010, 3


Ci è stato chiesto di spiegare meglio l'erosione costiera di Martinsicuro, in particolar modo in prossimità del porto.
Una piccola premessa. Ci rendiamo benissimo conto che un blog senza possibilità di commenti è un blog^1/2 . Quando i commenti sono chiusi come in questo blog è difficile capire se si è bravi divulgatori. Le domande che ci hanno rivolto hanno messo in luce alcune nostre carenze. Con questo post cerchiamo di colmarne alcune. Perché non attiviamo i commenti? Primo perché non saremmo comunque in grado di rispondere ai commenti in real-time (in questo senso, un blog non può competere con i social network facebook o twitter). Secondo: dalle statistiche osserviamo che molti dei lettori arrivano su un post anche un anno dopo la sua pubblicazione.

Procediamo con il post.
Se prendiamo in considerazione l'immagine seguente (periodo 1945-2010) sembra che il territorio settentrionale di Martinsicuro ha subito una lieve erosione costiera mentre la Sentina di Porto d’Ascoli ha subito una violenta erosione.

Fotogramma aereo dell'anno 1945 di proprietà dall'Istituto Geografico Militare IGM. Indicazione dell'area costiera persa per erosione nel periodo 1945-2010 (linea verde). In alto, il fiume Tronto.

In parte è vero [1]. Ma quello che nella fotografia aerea non potete vedere (perché è un fotogramma del 1945) è l’impegno che l’uomo ha messo, dopo il 1945, nel contenere il fenomeno erosivo a sud del Fiume Tronto. L’impegno corrisponde alle risorse finanziarie spese per la messa in opera di scogliere, pennelli e moli. Martinsicuro ne è piena.
Lo stesso impegno non si osserva per la Sentina: è sprovvista di sistemi rigidi di protezione della costa. L’erosione della Sentina non è (tecnicamente) visto come un problema in quanto essa è un’area alluvionabile e non idonea a futura urbanizzazione. Si è ritenuto utile dirottare fondi per proteggere aree urbanizzate. Sono stati fatti alcuni ripascimenti andati subito erosi e che comunque in termini volumetrici risultavano inadeguati [2].
Allora la domanda è: come sarebbe oggi, la costa settentrionale di Martinsicuro, se non avessimo impegnato quelle risorse finanziarie per il molo, i pennelli, le scogliere? La risposta più verosimile è la Sentina di Porto d’Ascoli. E’ il molo nord di Martinsicuro, così come è osservabile nel 1945, che ha ridotto l’erosione del territorio a sud del Tronto rispetto alla Sentina; quest’ultima, rimasta priva di barriere rigide, ha subito una forte erosione. Senza il molo nord costruito negli anni  pre-1945, l’attuale linea di costa di Martinsicuro sarebbe allineata a quella della Sentina di Porto d’Ascoli, come rappresentato in figura:

Fotogramma aereo dell'anno 1945 di proprietà dall'Istituto Geografico Militare IGM. Indicazione dell'area costiera persa per erosione nel periodo 1945-2010 (linea verde) e ipotetica linea di costa attuale senza la realizzazione del molo nord pre-1945 (linea gialla).

Fotogramma aereo dell'anno 1945 di proprietà dall'Istituto Geografico Militare IGM. Indicazione dell'area costiera persa per erosione nel periodo 1945-2010 (linea verde) e ipotetica linea di costa attuale senza la realizzazione del molo nord pre-1945 (linea gialla). Area costiera compresa tra il fiume Tronto (a Nord) e torrente Vibrata (a Sud).


Questo però vale per il molo nella sua configurazione iniziale, quella osservabile nel 1945 (figura sotto). Infatti altra nostra ipotesi è che i recenti ampliamenti del molo di Martinsicuro hanno poi causato una forte ripresa dell’erosione a sud del molo. Tutto questo penso risulterà chiaro più avanti mentre posteremo le immagini del territorio, come si è evoluto nel corso degli anni. [3]

Fotogramma aereo dell'anno 1945 di proprietà dall'Istituto Geografico Militare IGM. Abbiamo evidenziato di rosso il molo, come appariva nel 1945!




 [1] Il delta del fiume Tronto ha subito un progressivo smantellamento dalla fine del 1800/inizi del 1900 che tutt’ora continua; a partire dagli anni 1920, anni di inizio di opere idrauliche (dighe per utilizzo idroelettrico) sul fiume Tronto il trasporto solido di fondo del fiume Tronto è progressivamente diminuito; nel corso degli anni si sono aggiunti altri ostacoli al trasporto solido di fondo: interventi di manutenzione straordinaria del fiume con briglie, ecc; attività di estrazione inerti in alveo;
[2] Appena ritrovo la fonte a sostengo di questa affermazione aggiorno il post!
[3] Occorrono mesi di lavoro. Il materiale è tanto, il tempo a disposizione è poco: infatti il lavoro non è stato commissionato dal alcun ente pubblico e/o privato ma è una iniziativa dei soci della Scuola Blu. Siamo partiti da una tesi di laurea in Scienze Geologiche - discussa da Stefano Massi nell’A.A. 2002-2003 presso l’Università di Bologna, Facoltà di Scienze MMFFNN - sull’erosione costiera nel tratto costiero compreso tra il porto di San Benedetto del Tronto e il porto di Giulianova. Abbiamo proseguito con alcune collaborazioni con le Università di Ferrara ed Ancona. E siamo stati attenti osservatori dei progetti realizzati nell’ultimo decennio: ripascimenti di sabbia prelevata in Adriatico; ripascimenti di sabbia prelevata dal porto di Martinsicuro; realizzazione di barriere frangiflutti, pennelli, concentrazione di inquinanti lungo costa, ecc.